Foto della settimana

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Cavalli portoghesi
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lunedì 25 agosto 2008

Risultati Olimpadi!

Finite le olimpiadi ecco i risultati per l'equitazione...
Concorso completo a squadre - Finale Misto
1.Germania
2.Australia
3.Gran Bretagna

Conconcorso completo individuale - Finale Misto
1.ROMEIKE Hinrich (Germania)
2.MILES Gina (Stati Uniti)
3.COOK Kristina (Gran Bretagna)

Dressage a squadre:

1.Germania

2.Olanda

3.Danimarca

Dressage individuale:

1.Anky Van Grunsven (Olanda)
2.Isabelle Werth (Germania)
3.Heike Kemmer (Germania)

(La Svizzera non ha preso parte alle Olimpiadi)

Salto ostacoli a squadre:

1.Stati Uniti

2.Canada

3.Norvegia (che pero' rischia di perdere il bronzo!)

(la Svizzera si è classificata al quarto posto)

Salto ostacoli individuale:

1.Eric Lamaze (Canada)

2.Rolf-Goran Bengtsson (Svezia)

3.Beezie Madden (Stati Uniti)

... tra l'altro QUATTRO CAVALIERI sono stati esclusi per doping ai cavalli dalla finale individuale di salto ostacoli alle Olimpiadi di Hong Kong. Sono il brasiliano Bernardo Alves con il cavallo Chupa Chup; il tedesco Christian Ahlmann con il cavallo Coster; l'irlandese Denys Lynch con il cavallo Latinus e il norvegese Tony Andre Hansen con il cavallo Camiro. In base al regolamento della Fei, i quattro cavalieri sono stati immediatamente sospesi dall'attività agonistica....questo significa che magari il bronzo andrà agli svizzeri!

Video:

Cross Country:

http://it.youtube.com/watch?v=38ISDdAvgAw

Salto ostacoli (con la musica di Rocky!!)

http://it.youtube.com/watch?v=Nu9LBFysWVw

Alle prossime Olimpadi di Londra nel 2012!!!

venerdì 9 maggio 2008

Gli aiuti esterni

Cosa sono gli "aiuti esterni"?
Oltre all'assetto, mani e gambe possiamo comunicare le nostre intenzioni con i cosiddetti aiuti esterni: si tratta di speroni, frustino e voce.
Questi aiuti servono a "rinforzare" quelli di assetto mani e braccia, oppure possono,in alcuni casi, sostituirli! Ad esempio ci sono cavalli che sono addestrati solo al suono della voce!

Oppure altri cavalli eseguono certi esercizi, soprattutto i laterali, attraverso la vicinanza di un lungo frustino al loro corpo in pratica il cavaliere avvicina il frustino alle anche del cavallo, il cavallo si sposta e il cavaliere non ha usato né mani né braccia,ecc.
questo lo si puo' notare soprattutto nel lavoro alla longe in cui il cavaliere comunica le sue intenzioni con la voce ("alt", troot", galopp","oh-ho",ecc) e/o con la frusta ( sollevandola in direzione delle anche per far andare in avanti il cavallo, o verso le sue spalle per non farlo "entrare" ad esempio).
Attenzione pero':soprattutto con frustino e speroni bisogna fare attenzione a come li si utilizza, per non spaventare il cavallo, renderlo insensibile o diffidente. Soprattutto ai principianti gli speroni sono sconsiglaiti vista l'instabilità delle gambe; anche se possono essere comunque mal utilizzati "dai cavalieri piu' esperti".
La regola di Baucher vale sempre: "l'éperon est un rasoir dans les mains d'un singe".

lunedì 25 febbraio 2008

Le corse nella Roma antica

Nell'antica Roma non si svolgevano corse di cavalli montati. Seguendo l'usanza greca(che risaliva a parecchi secoli prima di Cristo, come attesta l'Iliade), i cavalli venivano invece aggiogati a un carro a due ruote guidato da un auriga ("guidatore"). La biga era un carro trainato da due cavalli; la quadriga da quattro. È famosissima la corsa di quadrighe rappresentata nel film Ben-Hur.
La partenza avveniva aprendo cancelli o catene e dando il via libera ai carri che potevano passare dai carceres all'arena.
La corsa si svolgeva di solito su sette giri di pista. Il percorso era sempre in senso antiorario. Sulla "spina" vi era una fila di segni (di solito uova di pietra o delfini). A ciascun giro veniva fatta cambiare posizione a uno di questi segni. Gli spettatori potevano così tenere il conto del giro a cui si era.
Naturalmente vinceva il carro che arrivava primo alla fine dei giri prestabiliti. Vi era un sistema per correggere il percorso più lungo che avevano davanti i carri che erano all'esterno. La vincita non corrispondeva solo nella proclamazione e nella gloria che ne derivava, ma anche in un premio tangibile: i migliori aurighi diventavano famosi ma guadagnavano anche grandi somme, come i moderni campioni dello sport.

giovedì 21 febbraio 2008

Carezze o "pacche"?

Quando andiamo a cavallo è buona regola premiare il nostro cavallo, anche per rafforzare il rapporto che abbiamo con lui.
Pero' spesso si vedono persone che, con le piu' buone intenzioni, per premiare il proprio cavallo danno delle sonore "pacche" sull'incollatura. Addirittura alla tele una volta ho visto un cavaliere che, per premiare il proprio cavallo dopo un faticoso persorso di cross, gli dava delle pacche talmente forti che sembrava lo stesse picchiando! Il cavallo in generale non gradisce molto questo, infatti in natura non si vedono mai cavalli che tra di loro si danno "pacche", al massimo si fanno dei grattini a vicenda vicino al garrese. In alternativa si puo' "accarezzare"con la voce ( tipo un "braaaavo/a") o accarezzare sull'incollatura. Il cavallo ne sarà riconoscente!

domenica 17 febbraio 2008

Guardate cosa ho trovato su un forum(http://cavallo.forumer.it)...davvero interessante!
ASSIOMI
Il cavallo non è qui per ammazzarci

Il cavallo non conosce la solidarietà Il cavallo non conosce cattiveria (ha sempre una ragione per fare qualcosa)

Tutte le azioni del cavallo gravitano intorno al suo istinto di sopravvivenza, nonché al suo desiderio di cibo, pace e tranquillità

L’aspetto più marcato della socializzazione nel branco è la determinazione delle gerarchie

I cavalli, se devono venire alle mani, lo fanno al massimo entro 3 secondi dal fattaccio, e lo fanno al massimo in 3 secondi, poi la vita ricomincia di nuovo ... (con l'eccezione solo per le lotte fra stalloni per il dominio del branco)

I cavalli quando hanno paura non hanno paura di farsi male ma di morire.

COME RAGIONA IL CAVALLO:

Teoria del leone: “se il cavallo davanti corre vuol dire che probabilmente dietro c’è un leone” variante: “conviene sempre non andare davanti perché potrebbe esserci un leone”

Teoria degli spazi: “se io posso prendere il tuo spazio posso anche decidere dove si va quando sei in sella.”

Teoria della paura: “se ho un po’ di paura e il mio compagno di branco anche, per non saper né leggere né scrivere, io corro!” variante: Predatore o buca delle lettere ? "Scappa prima, pensaci poi !!!"

SPUNTI PER IL BIPEDE:

il cavallo agisce per tentativi, se una cosa funziona, bene, se no se ne prova un’altra.

In base a questo possiamo fare in modo che le cose sbagliate non funzionino e le cose giuste siano facilmente percorribili.

Impariamo a riconoscere non solo le risposte giuste ma anche i tentativi

Impariamo a ricompensare (nel momento giusto)

Impariamo ad accontentarci.

Rendiamogli le cose piacevoli e logiche (in base alla SUA logica che è ben diversa dalla nostra) Agiamo con fermezza come se sapessimo quello che stiamo facendo. (ebbene si: vale anche bluffare!)

Respiriamo quando siamo in sella e facciamo una profonda espirazione per accentuare un rilassamento.

Impariamo a usare la voce per rassicurare il cavallo.

Premiamolo con carezze e non con pacche.

sabato 26 gennaio 2008

la spalla in dentro

Parlando di addestramento si sente spesso parlare di "lavoro su due piste", "movimenti laterali",ecc.Ma di cosa si tratta?In pratica sono delle figure ( travers e rispettivamente appoggiata se eseguito sulla diagonale, renvers,spalla in dentro ,contro spalla in dentro,cessione della gamba...)in cui il cavallo non cammina con i quattro arti dritto sulla pista, ma gli anteriori e i posteriori percorrono due piste diverse .La spalla in dentro ( come per tutte le figure du due piste) richiede un buon addestramento sia del cavallo, sia una “buona conoscenza della sella” da parte del cavaliere.Questo esercizio fu inventrato nel XVIII secolo da un écuyer francese (François Robichon de La Guérinière) La “spalla in dentro” consiste nel transitare con un cavallo “riunito” ,attraverso la redine interna che indica al cavallo di spostarsi all’interno della pista, dando la direzione al movimento,la redine esterna regola l'altezza della nuca e aiuta al cavallo a camminare di lato ( quando poi il cavallo è ben piazzato spesso la redine esterna fa una leggera tensione mentre l'interna cede) mentre la pressione della gamba esterna (posizionata leggermente piu' indietro del normale) richiede la flessione del cavallo. La gamba interna, , si associa all’azione dell’interno per stimolare il cavallo ad avanzare.Il peso del cavaliere, per aiutare il cavallo nello spostamento, deve essere maggiore sulla staffa esterna. Ben eseguita, la spalla in dentro, porta a un “rilevamento del treno anteriore” del cavallo che si traduce in un rapporto migliore con le mani del cavaliere. Inoltre la spalla in dentro favorisce l’abbassamento dell’anca interna che porta il cavallo a impiegare meglio il posteriore sia nella riunione sia nelle flessioni laterali.(Il corpo del cavallo puo' essere piegato tra i 30 e i 45 gradi rispetto alla pista interna, quindi si potrebbe dire che esistono diversi tipi di "spalle in dentro"nel senso che il cavallo puo' avere un angolo di piegazione differente, ma sempre restando in spalla in dentro ).

domenica 20 gennaio 2008

In Germania una laura per sussurrare ai cavalli

Parlare con i cavalli può non rimanere un sogno: può voler dire studio, applicazione, passione e un’accademia pronta a laurearti. E’ quello che avviene in Germania dove la sua Accademi di Bad Saarow nel Brandeburgo, vicino a Berlino, in tre anni prepara studenti per una laurea interdisciplinare che li renderà capaci di "sussurrare ai cavalli".
L’accademia è nata nel 2006, fondata da Andrea kutsch, 40 anni, esperta in ippolologia e allieva di Monty Roberts, il leggendario sussurratore ai cavalli che ha ispirato il film interpretato da Robert Redford.
Il corso, unico nel suo genere, costa 3.400 euro e dura tre anni, durante i quali si studia non solo l’equus method, una lingua in 177 gesti per comunicare con i cavalli, ma anche biologia, veterinaria e corsi di amministrazione per ditte che si occupano di cavalli.
«Gli esperti di questo tipo sono molto richiesti», ha detto al quotidiano “‘Frankfurter Allgemeine Zeitung” la Kutsch, nota in Germania anche per riuscire a calmare i cavalli senza violenza o medicine dopo le operazioni chirurgiche. Molti degli animali campioni di corse, prima di «parlare» con Andrea Kutsch, non volevano neanche entrare nei box di partenza nell’imminenza delle gare!Io sinceramente penso che puo' essere un'utile esperienza per comprendere meglio il nostro amico a quattro zoccoli o per chi vuole fare un mestiere che ha a che fare con i cavalli ma ... sinceramente trovo che anche nel lavoro di tutti i giorni a contatto con i cavalli ( quindi non seguendo un corso accademico) si puo' arrivare a "comprendere" la natura di questi bellissimi animali e quindi a "dialogare" con loro.Voi cosa ne pensate?

sabato 19 gennaio 2008

Olimpiadi 2008

Nessun rossocrociato difenderà i colori nazionali nelle competizioni di dressage alle Olimpiadi 2008 ,che si svolgeranno nel mese di agosto nella città di Hong Kong. La decisione della federazione elvetica è scaturita dal fatto che l'amazzone Silvia Iklé (nella foto) ha ufficialmente dichiarato di rinunciare ai Giochi per risparmiare ai propri cavalli, di cui è l'unica proprietaria, i disagi legati al trasporto e alle condizioni climatiche (infatti il clima (molto caldo e umido) e l'inquinamento in quella regione non sono prorpio l'ideale per gli equini).La Svizzera ha già comunicato alla Federazione Equestre Internazionale la decisione di non mandare in Cina né la squadra né cavalieri a titoli individuali. I fondi, che si sono resi disponibili, saranno utilizzati per migliorare il livello tecnico della specialità del dressage.sinceramente trovo questa decisione molto saggia, un cavaliere prima di tutto deve pensare alla salute del suo compagno a quattro zampe e lasciare in secondo piano cio' che riguarda il successo sportivo.

venerdì 21 dicembre 2007

breve:la troika

Il significato letterale della parola russa troika ( in cirillico тройка ) è “in tre”. Ad esempio la troika è una delle danze piu' famose e caratteristiche del folklore russo.La troika pero' indica anche una slitta o un carretto in legno trainato da tre cavalli.Quello al centro trotta , i laterali vanno al piccolo galoppo ( prendono il galoppo esterno e automaticamente flettono l'incollatura verso l'esterno).In questo modo si possono coprire lunghe distanze quando il terreno è ghiaccito o coperto di neve; molti turisti si divertono, nelle loro vacanze invernali, a farsi trasportare su queste slitte tradizionali mentre si godono il panorama innevato.Spesso attaccati a questa slitta ci sono gli Orlov, una delle razze piu' antiche e popolari della Russia.

mercoledì 19 dicembre 2007

Il concorso Completo

Il "Concorso Completo di Equitazione" è una gara con classifica combinata articolata su tre prove.Questa gara (chiamata in passato "military" per il fatto che a parteciparvi erano soprattutto uomini dell'esercito e quindi militari)è suddivisa ogg in tre prove8in passato eseisteva anche una prova di endurance e una steeple)
La prima prova è quella di addestramento e cavalli e cavalieri devono eseguire una serie di esercizi alle tre andature.
Lo scopo della prova ed i criteri di valutazione sono gli stessi delle gare di dressage ma il punteggio viene espresso in punti negativi.
La seconda prova è l’impegnativo "cross country" che si svolge lungo un percorso su terreno disseminato da ostacoli naturali e fissi come laghetti, muretti, tronchi abbattuti, cataste di legna, fossi, staccionate, banchine, ed altri, da affrontare entro un tempo prestabilito.
Questa prova, altamente spettacolare, mette in evidenza il coraggio di cavallo e cavaliere e premia la velocità, la resistenza e prevede penalità agli ostacoli e per i fuori tempo.
La terza prova è quello di salto ostacoli. Questa prova, normalmente programmata nella terza giornata di gara, è spesso determinante per la classifica finale che risulta dalla somma dei punti negativi acquisiti da ogni cavallo con il suo cavaliere nelle tre prove
.Molto spesso, ma questa non è una regola fissa, si utilizzano come cavalcature i purosangue ritirati dalle corse.Se la gara di svolge,appunto, su tre giornate avremo prima il dressage, poi il cross e infine il salto.Se invece si svolge in una giornata soltanto, si inizia con il dressage, poi viene il salto ostacoli e per ultima la prova i crosss country.E' molto emozionante da vedere!

lunedì 17 dicembre 2007

Il Tölt

Cosa significa il termine tölt?Nei cavalli islandesi abbiamo 5 tipi di andature:oltre al passo, trotto e galoppo, il cavallo islandese è capace di muoversi con altri 2 tipi di andature : tölt e ambio veloce. Il tölt è un’andatura veloce a 4 tempi particolarmente sciolta i cui movimenti aggraziati e lineari non tolgono l’equilibrio al cavaliere regalando una cavalcata rilassante senza sbalzi in alto e in basso tipici del trotto. Si tratta quindi di un “cavallo a 5 marce”.
In i cavalieri islandesi,durante delle rappresentazioni, eseguono spesso questa andatura (io personalmente li ho visti durante uno spettacolo equestre)mentre...bevono un boccale di birra!(e chiaramente non ne fanno fuoriuscire nemmeno una goccia!Che poi tra l'altro in Islanda l'alcool non è mica mal tollerato?).
In pratica il il cavaliere non "salta"in sella e da vedere sembra che stia andando su una bicicletta.Come detto prima questi cavalli ,oltre al tölt, sviluppano anche l’ambio veloce, un’andatura a due tempi in quattro fasi. Il cavallo porta in avanti gli arti dello stesso lato, mentre porta in dietro quelli del lato opposto e crea cosi una fase di volo nella quale tutti e quattro rimangono sospesi. E’ usata solo ad alta velocità e per brevi tratti. Un ambio lento è considerato sbagliato.L’ ambio non è geneticamente fissato in tutti gli Islandesi in modo da distinguere 2 tipi di cavalli: quelli a quattro e quelli a cinque andature. Mi sono scordata di dirvi che spesso queste gare si disputano anche su ghiaccio ma in questa occasione i cavalli sono muniti di ferri e cloches speciali per non scivolare.

giovedì 6 dicembre 2007

Criniera lunga o corta?

In generale nelle scuderie si tende a tagliare la criniera di c.a 4 cm.In questo modo la criniera è molto piu' facile da tenere in ordine e non si impiglia nelle redini mentre lavoriamo.Altri ancora la tengono corta perchè amano i fare le treccine corte,un vero must dei concorsi di dressage. C'è anche da dire che alcune razze di cavalli hanno naturalmente poca criniera mentre altre (mi vengono in mente le razze iberiche) sono dotati di criniera lunga e folta.Per alcune razze di cavalli trovo che la criniera lunga è indispensabile!Ad esempio un frisone con la criniera corta ...non sarebbe veramente bello!Io personalmente consiglio ai proprietari di cavalli che tengono i loro soggetti tutto l'anno fuori di non tagliarla:ad esempio in estate tagliare la criniera (come anche la coda) al cavallo significa togliergli una difesa fondamentale dagli insetti che lo prendono di mira in questa stagione!Oppure in inverno la criniera si imprege di un grasso naturale che la impermeabilizza dalla pioggia e dal freddo.Chiaramente in inverno per un cavallo "scuderizzato" questo problema è minimo perchè è sempre al riparo.A me personalmente piacerebbe avere,sopratutto per la Shannon una criniera da "scuderia" ma considerando che vive all'aperto la lascio cosi com'è...è solo una questione d'estetica perchè è sempre cosi in disordine che devo oghi volta mettere lo spay per sciogliere i nodi!Se pero' decidete comunque di tagliare la criniera al vostro amico e questo vive fuori 365 all'anno ricordatevi di non tagliarla con le forbici (ma di sfoltirla con un pettinino speciale) e prevedere per l'estate molti "unguenti anti-mosche tafani e co." da applicare sul corpo del cavallo prima del lavoro e prima di portarlo al pascolo.

lunedì 3 dicembre 2007

Montare all'amazzone

La monta all'amazzone fu molto diffusa nella caccia fino al 1920, quando le gonne lunghe vennero sostituite dai pantaloni le donne ricominciarono a montare normalmente come gli uomini.Dopo la grande guerra la monta all'amazzone andò sempre più declinando. solo dagli anni Settanta è ritornata in voga;difatti molte signore amano cimentarsi in questo elegante e raffinata disciplina equestre. Oggi,sopratutto in Inghilterra si possono assistere a concorsi in cui le signore (mmmnon penso che si cimentino anche gli uomini...) saltano ostacoli e fanno dressage montando all'amazzone.
La moderna sella da amazzone è piuttosto sicura e permette di saltare gli ostacoli con la stessa facilità della monta normale.La monta all'amazzone è particolarmente elegante, non vi è nulla di più signorile di una dama che si esibisce in un rettangolo montando all'amazzone.La monta all'amazzone, con l'apposita sella, era riservata alle dame e in particolare fu vanto di regine e principesse.Le prime selle da amazzone si basavano su una sella simile a una soma alla quale veniva fissato un appoggio di legno per i piedi denominato "planchette". L'amazzone sedeva di traverso e con la mano destra poteva agrapparsi a un pomo o a un corno.Negli anni questa monta è andata perfezionandosi, soprattutto per delle migliorie fatte alla sella, determinante fu l'invenzione di Jules Charles Pellier, che inventà il -corno da salto- nel 1830.

Anche alla sottoscritta piacerebbe tantissimo montare all'amazzone!(pero' le selle costano troppo...)

mercoledì 21 novembre 2007

Distensione dell'incollatura

Nella distensione dell’incollatura il cavaliere allunga le redini mantenendo un leggero contatto , in modo da poter far stendere in avanti e verso il basso (mi raccomando non verso il suo petto!)l'incollatura di quest'ultimo.Io ad esempio quando inizio a lavorare monto sempre con l'incollatura distesa,in modo da non bloccare la muscolatura dei miei cavalli.Infatti se incominciassi a montare subito con un'incollatura abbastanza rilevata(e quindi a fare subito delle andature dette "raccolte") i miei cavalli non sarebbero pronti fisicamente per affrontare l'esercizio.
Ma a cosa serve questo esercizio? E' una ginnastica per rendere elastica e reattiva la muscolatura dei glutei e della schiena,disporre la colonna vertebrale nella posizone più idoena per sostenere il peso del cavaliere,sviluppare una maggiore elasticità e potenza dei muscoli della spalla importanti per consentire il rilevarsi dell'incollatura.Quindi la distensione dell'incollatura è la base della riunione.

giovedì 8 novembre 2007

Gel per le gambe

Le giornate si fanno sempre piu' fredde e rigide ma noi impavidi cavalieri montiamo anche con il vento, la pioggia e la neve!
La stagione fredda pero' ci obbliga a fare molta attenzione quando lavoriamo con il nostro amico a "4 zoccoli".Ad esempio dopo una lunga passeggiata(nel mio caso se vado ad Astano e quindi 2-3 orette di cammino) o un difficile lavoro con salti e cavalletti le gambe del cavallo ricevono molto sollecitazioni.Come fare allora?
In estate pas de problème, io utilizzo la canna dell'acqua che con il suo getto freddo è un ottimo rimedio per rinfrescare gli arti del cavallo ...in piu' con il caldo torrenziale il cavallo gradisce molto questo.Ma in inverno?Con il freddo, se docciamo con l'acqua fredda e non asciughiamo bene le gambe del cavallo, lui rischia le ragadi(vedi post del 25/10/07).
Per questo motivo io nel periodo freddo utilizzo un specifico gel per le gambe che si massaggia su queste dopo l'attività fisica del cavallo.In questo modo le gambe del cavallo hanno un po' di sollievo!Attenzione pero' alla nostra pelle:questo gel è per i cavalli, e quindi inadatto per gli esseri umani(nel senso che è molto potente).Quindi non applicatelo sulle vostre di gambe!
Dimenticavo che il gel che acquisto di solito io non ha bisogno di"bandages" da mettere inseguito all'applicazione(anche perchè i miei cavalli vivono di fuori tutto l'anno e quindi si creerebbero solo problemi!)perché si assorbe immediatamente e fa subito effetto.
Alla prossima...

lunedì 5 novembre 2007

Palafreno, destriero e ronzino

Il "palafreno" era , in origine, un cavallo nobile, da sella, riccamente bardato, del quale gli antichi cavalieri si servivano per le marce ordinarie, prima della battaglia. Il palafreno si utilizzava anche nelle comparse pubbliche, ad esempio nei cortei che seguivano le grandi vittorie. Derivato dal termine palafreno è quello di palafreniere (anche detto staffiere), ovvero di persona addetta a questo tipo di cavallo, ancora oggi in uso accanto a termini più moderni, come quello molto famoso di "groom"(chi si prende cura del cavallo), utilizzato a livello internazionale.

Il termine è antico, romano-barbaro (originariamente, parafredus), ed è sopravvissuto, dopo lente e progressive modifiche, nel termine tedesco utilizzato per cavallo, pferd.
Il "destriero" (piu' nobile e vivace del palafreno)era invece così detto perché veniva condotto verso il luogo della battaglia da uno scudiero che lo teneva con la mano destra, prima che il cavaliere salisse in sella. Secondo altri, il termine deriverebbe da un significato secondario di “destro”, nel senso di forte, valido. Si designerebbe così il miglior cavallo da battaglia.
Un altro termine ,ancora in usa da noi ,è quello di "ronzino"(che per noi oggigiorno sta a indicare un cavallo magro e mal tenuto).
Nei tempi passati il ronzino, diversamente da oggi, non era un cavallo di scarto, ma piuttosto un compagno e, diremmo, un complemento del destriero. Il ronzino era infatti un cavallo non eccessivamente alto, robusto e frugale, oppure ancora di non perfetta conformazione, e per questo non adatto a nobili servizi quali battaglie o tornei. In tempi feudali, il ronzino era il cavallo che il Vassallo forniva al suo signore per lo scudiero, o per il bagaglio. Un cavallo da lunghi spostamenti, dunque, diremmo quasi un antenato del cavallo odierno da lunghi viaggi.
Ricapitolando il cavaliere medievale aveva in scuderia tre tipi almeno di cavalli: i destrieri, per la battaglia, i palafreni, per i viaggi, e gli animali da soma, i ronzini. Proprio da questa distinzione di ruoli, attraverso i secoli, sono derivate le razze equine a diversa specializzazione, e in ultima analisi le specialità equestri che oggi ci appassionano, da quelle olimpiche a quelle ippiche.

lunedì 22 ottobre 2007

Fantini e cavalieri

Per convenzione oggi il mondo dell'equitazione è suddiviso in due settori :ippica e sport equestri.
Dell'ippica fanno parte le corse al trotto e al galoppo.e persone che montano in corsa al galoppo sono chiamati "fantini".Si tratta di professionisti,mentre coloro che montano a cavallo e partecipano alle gare delle varie specialita sono detti "cavalieri"("amazzoni" invece le donne).

Il termine "fantino" è il diminutivo della parola "fante",termine non utilizzato nel linguaggio equestre."Fante" era era utilizzato nellantichità e significava bambino,servitore,garzone,poi verso il XIV secolo significo' "soldato di fanteria",parola ancora usata oggi.La parola "fante",a partire dal 1600 acquisto' il nuovo significato di "chi monta per professione i cavalli delle corse".

Fu Michelangelo Buonarroti il Giovane (verso il 1618)a impiegare questa parola nel significato attuale.

domenica 14 ottobre 2007

Ferro di cavallo

Quasi tutti sannpo che il ferro di cavallo porta fortuna.Ma qual'è realmente la sua storia?
Il ferro come "scarpa"...
L'invenzione del ferro di cavallo viene fatta risalire al Medio Evo, e andrebbe attribuita ai popoli nord-europei. Prima di allora, non vi è traccia della ferratura né nell'iconografia, né nei documenti scrittiIn particolare, le fonti classiche riguardanti l'equitazione non solo non fanno menzione dell'esistenza di "ferri", ma non citano neanche, come problema, alcune malattie molto comuni nel cavallo ferrato. Il consiglio di Senofonte di predisporre un'area di acciottolato nel paddock dei cavalli, in modo da rinforzare i loro zoccoli, è perfettamente in linea con le più attuali indicazioni sulla gestione del cavallo scalzo, ma non ha alcun significato se applicata al cavallo ferrato.
Si ritiene che la ferratura si sia diffusa come rimedio alle gravi patologie dello zoccolo, causate dal confinamento e dall'immobilità dei cavalli da guerra nelle stalle dei castelli medioevali(cio' creava la "putrefazione" dello zoccolo che a contatto costante con l'ammoniaca derivata dalla presenza degli escrementi indeboliva lo zoccolo). Inoltre, l'uso del cavallo ferrato aumentava notevolmente la sua forza d'impatto sulla fanteria nemica. In seguito, la ferratura si è diffusa lentamente anche al di fuori dell'uso bellico, fino a diventare, da alcuni secoli, pressoché generalizzata.
Il ritrovamento di ferri di cavallo all'interno dei resti di una villa romana vicino a Neupotz, in Germania, datati all'anno 294 a.C, pur essendo un reperto isolato, pone qualche dubbio sul momento della prima ideazione dei ferri.
...e come portafortuna
Ci sono tante ipotesi sull'origine di questo talismano: la forma a mezzaluna, simbolo della dea Iside; il ferro, metallo con il quale viene prodotto; un'origine militare (nell'esercito romano le truppe marciavano a piedi e solo gli ufficiali andavano a cavallo; la perdita di un ferro da zoccolo causava una sosta, e quindi riposo, per le truppe. Rubare o trovare ferri di cavallo era così diventato un gioco tra i soldati: chi ne trovava di più era il vincitore, e quindi il più fortunato). Si teneva, e si tiene, appeso dietro la porta d'ingresso, come porta fortuna e rimedio contro la jella. Molti raccomandano di appenderlo con le punte rivolte verso l'alto: in caso contrario, la fortuna potrebbe scappare fuori!

giovedì 11 ottobre 2007

La fiera di Saignelégier

Nell'estate del 2004 mi è capitato di andare nelle Franches-Montagnes durante le vacanze ;li ho potuto visitare il famoso "Marché-Concours"di Saigneléger (comune del canton Giura di c.a 2.142 abitanti)

Il Marché-Concours dei cavalli Franches Montaignes è una manifestazione nazionale organizzata ogni anno il secondo fine settimana di agosto,appunto, a Saignelégier.

Decine e decine di migliaia di persone onorano l’appuntamento per ammirare la grande e originale presentazione dei cavalli(presenti in fiera dal 1897).Qui si possono assistere a diverse manifestazioni:la corsa a pelo,conocrsi di salto ostacoli,carrozza e altro.Sopratutto per gli allevatori di cavalli F.M è un evento da non perdere!Sono anche presentati i migliori cavalli (che si stanno sempre piu' raffinando)che saranno poi venduti agli apassionati di questa razza.

Ma come è nata questa fiera?

La prima edizione del Marché-Concours dei cavalli di Saignelégier risale alla fine del XIX secolo, più precisamente,come citato prima, al 1897. La Società di agricoltura delle Franches-Montagnes ne fu stata l’ideatrice e l’organizzatrice. A quell’epoca gli allevatori si dividevano tra coloro che privilegiavano i mezzosangue e coloro che, invece, privilegiavano gli equini delle Franches-Montagnes(piu' robusti e piu' idonei al traino ). L’esercito preferiva i primi, cosicché i cavalli indigeni ne subivano le nefaste conseguenze. Era perciò importante mostrare compiutamente tutto il valore del cavallo delle Franches-Montagnes. In più, a quell’epoca, le autorità cantonali avevano espresso la volontà di mettere ordine nel settore dell’allevamento che era perturbato da importazioni e criteri di incroci non proprio rigorosi. La comparsa dei primi registri della specie equestre favorì certamente l’organizzazione di concorsi tra gli allevatori di tutti i distretti. Di fatto, il primo Marché-Concours, che si svolse nei giorni 28, 29 e 30 agosto del 1897, somigliò di più a una semplice esposizione agricola piuttosto che alla festa che si conosce oggi. Sotto la presidenza del prefetto, era innanzitutto destinato a valorizzare l’allevamento del paese, mescolando i cavalli ai bovini e al bestiame minuto. Il modesto risultato finanziario di quel mercato consigliò di aspettare due anni prima di organizzare la seconda edizione. Il programma fu ravvivato da un corteo in costume folcloristici che attraversò le strade del villaggio e dalle corse che si svolsero il lunedì pomeriggio dopo che il mattino ebbe luogo una gara in bicicletta di 45 chilometri. Nel 1901 ci si preoccupò soprattutto di far quadrare i conti e si allestì un programma improntato alla semplicità. Niente esposizione di bovini, del bestiame minuto e dei prodotti agricoli; niente corteo e niente corse(rimane oggi solo la famosa corsa a pelo) Si mantenne unicamente la presentazione di più di 500 cavalli. La quarta edizione del Marché-Concours, nel 1904, coincise con l’inaugurazione della halle-cantine, costruita con il beneficio di un credito di 30'000 franchi votato dal Comune di Saignelégier. Grazie a questa bellissima infrastruttura, i preparativi della festa furono considerevolmente semplificati. Da allora il Marché-Concours nazionale dei cavalli ebbe luogo ogni anno, con l’eccezione dei tre anni della prima guerra mondiale. Da tempo oramai immemorabile Saignelégier, la bella borgata di 2'200 abitanti, accoglie da 40'000 a 50'000 ospiti in un fine settimana veramente straordinario.


Se un giorno passate per il Giura a fine estate andate a visitarlo!


martedì 2 ottobre 2007

Poesia

Vi posto una bellissima e famosissima poesia di Giovanni Pascoli(1855 - 1912)



La cavalla storna

Nella Torre il silenzio era già alto. Sussurravano i pioppi del Rio Salto.I cavalli normanni alle lor poste frangean la biada con rumor di croste.Là in fondo la cavalla era, selvaggia, nata tra i pini su la salsa spiaggia;che nelle froge avea del mar gli spruzziancora, e gli urli negli orecchi aguzzi.Con su la greppia un gomito, da essaera mia madre; e le dicea sommessa:« O cavallina, cavallina storna, che portavi colui che non ritorna;tu capivi il suo cenno ed il suo detto! Egli ha lasciato un figlio giovinetto;il primo d'otto tra miei figli e figlie; e la sua mano non tocco' mai briglie.Tu che ti senti ai fianchi l'uragano,tu dai retta alla sua piccola mano.Tu c'hai nel cuore la marina brulla,tu dai retta alla sua voce fanciulla». La cavalla volgea la scarna testa verso mia madre, che dicea più mesta:« O cavallina, cavallina storna, che portavi colui che non ritorna;lo so, lo so, che tu l'amavi forte! Con lui c'eri tu sola e la sua morteO nata in selve tra l'ondate e il vento,tu tenesti nel cuore il tuo spavento;sentendo lasso nella bocca il morso,nel cuor veloce tu premesti il corso: adagio seguitasti la tua via, perché facesse in pace l'agonia . . . »La scarna lunga testa era daccanto al dolce viso di mia madre in pianto.«O cavallina, cavallina storna, che portavi colui che non ritorna;oh! due parole egli dove' pur dire!E tu capisci, ma non sai ridire.Tu con le briglie sciolte tra le zampe,con dentro gli occhi il fuoco delle vampe, con negli orecchi l'eco degli scoppi, seguitasti la via tra gli alti pioppi:lo riportavi tra il morir del sole, perché udissimo noi le sue parole».Stava attenta la lunga testa fiera. Mia madre l'abbraccio' su la criniera.« O cavallina, cavallina storna,portavi a casa sua chi non ritorna!a me, chi non ritornerà più mai!Tu fosti buona . . . Ma parlar non sai!Tu non sai, poverina; altri non osa. Oh! ma tu devi dirmi una una cosa! Tu l'hai veduto l'uomo che l'uccise: esso t'è qui nelle pupille fise. Chi fu? Chi è? Ti voglio dire un nome.E tu fa cenno. Dio t'insegni, come».Ora, i cavalli non frangean la biada:dormian sognando il bianco della strada.La paglia non battean con l'unghie vuote:dormian sognando il rullo delle ruote.Mia madre alzò nel gran silenzio un dito: disse un nome . . . Sonò alto un nitrito.