Foto della settimana

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Cavalli portoghesi
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lunedì 25 agosto 2008

L'estate si sa vuol dire belle giornate e magari piu' tempo da dedicare al nostro amico cavallo, ma significa anche una marea di insetti contro cui combattere. Puo' capitare infatti che questi, assieme alla polvere presente nell'aria in scuderia, vadano ad infasdidire e ad irritare gli occhi dei cavalli.Quando sono arrivata un giorno in scuderia qualche settimana fa, mi sono accorta che la Gipsy aveva l'occhio gonfio, non riusciva ad aprirlo e "piangeva". Che fare? Armarsi prima di tutto di fazzoletti o rondelle di cotone (basta che non lascino "pelucchi") bagnarli un pochettino e pulire bene l'occhio (io in quel caso sono riuscita a pulire anche dentro l'occhio togliendo quella specie di pus che si trovava tra la palpebra e l'occhio che impediva alla Gy di aprirlo)E' molto importante cambiare fazzoletto ogni volta che si va a pulire l'occhio. Poi quando l'occhio è pulito bisogna fare un impacco fatto con té nero o alla camomilla (tra l'altro in commercio ho visto che comunque esistono dei prodotti proprio per questi impacchi). Dopo questo procedimento infatti la Gy poteva tenere l'occhio aperto (e non piangeva piu') ed è guarita subito!

venerdì 9 maggio 2008

Gli aiuti esterni

Cosa sono gli "aiuti esterni"?
Oltre all'assetto, mani e gambe possiamo comunicare le nostre intenzioni con i cosiddetti aiuti esterni: si tratta di speroni, frustino e voce.
Questi aiuti servono a "rinforzare" quelli di assetto mani e braccia, oppure possono,in alcuni casi, sostituirli! Ad esempio ci sono cavalli che sono addestrati solo al suono della voce!

Oppure altri cavalli eseguono certi esercizi, soprattutto i laterali, attraverso la vicinanza di un lungo frustino al loro corpo in pratica il cavaliere avvicina il frustino alle anche del cavallo, il cavallo si sposta e il cavaliere non ha usato né mani né braccia,ecc.
questo lo si puo' notare soprattutto nel lavoro alla longe in cui il cavaliere comunica le sue intenzioni con la voce ("alt", troot", galopp","oh-ho",ecc) e/o con la frusta ( sollevandola in direzione delle anche per far andare in avanti il cavallo, o verso le sue spalle per non farlo "entrare" ad esempio).
Attenzione pero':soprattutto con frustino e speroni bisogna fare attenzione a come li si utilizza, per non spaventare il cavallo, renderlo insensibile o diffidente. Soprattutto ai principianti gli speroni sono sconsiglaiti vista l'instabilità delle gambe; anche se possono essere comunque mal utilizzati "dai cavalieri piu' esperti".
La regola di Baucher vale sempre: "l'éperon est un rasoir dans les mains d'un singe".

martedì 6 maggio 2008

Non abbiamo tanto tempo da dedicare al nostro amico cavallo? Bisogna ricordarsi che se si tiene un cavallo tutto il giornio chiuso nel box c'è la grande possibilità di far nascere dei vizi (i cosidetti "tic") dovuti alla noia che il cavallo prova nel passare tante ore in solitudine. L'ideale, per un cavallo che è alloggiato in un box,è avere almeno il contatto o con i suoi simili, quindi tra un box e l'altro ci deve essere una finestra in modo che il cavallo possa sentire la presenza dell'altro (questo generalmente ,pero', non si fa con gli stalloni!). Il fieno tiene molto occupato il cavallo, ma se lo si sommistra 24 ore su 24 , non deve essere troppo energetico perchè senno'...diventa troppo grasso!Eheh....C'è anche la possibilita di mettere nel box dei "giocattoli" appesi al soffitto in modo da poter distrarre il cavallo, che si divertirà a spingerli con il muso ma dopo un po' ...anche queso l'annoierà! Se non riusciamo a montarlo possiamo chiedere a qualcuno di farlo per noi, che deve essere un cavaliere responsabile ed esperto. Se per caso il proprietario è infortunato, puo' comunque allenare il cavallo facendolo muovere alla longe, in libertà o in giostra.
Un'ottima alternativa è quella di mettere il cavallo al prato...

venerdì 28 marzo 2008

Consigli alimentazione


Guardate un po' cosa ho trovato curiosando per internet:

"Per un cavallo che arriva stanco da un lungo giorno di lavoro, non c'e' nulla di meglio di un pastone di semi di lino o di avena. Il pastone di semi di lino e' fatto nello stesso modo di quello descritto poc'anzi, senza aggiunta di crusca. Si cuociono direttamente i semi di lino e poi si filtrano con un panno di mussola per eliminare i semi e per somministrare il residuo come liquido prima che diventi gelatina. Per fare il pastone di avena, versate acqua bollente sulla farina d'avena e lasciate raffreddare. 900 gr. di farina e due galloni di acqua, con un po' di sale comune, formano la giusta proporzione. Non c'e' bisogno di aggiungere il sale alla razione ordinaria, ma un po' di sale si potrebbe sempre lasciare nella mangiatoia, a disposizione del cavallo per i momenti in cui egli ha voglia di leccarlo.La crusca può essere utilizzata come base di un pastone per cavalli costretti dal cattivo tempo o da qualche malanno a rimanere chiusi in scuderia per alcuni giorni, e che quindi possono aver bisogno di un'alimentazione blandamente lassativa ed energica senza per questo appesantire lo stomaco. Basta riempire per metà un secchio di crusca (arricchendola eventualmente con una manciata di sale o di avena) e quindi bagnarla con acqua bollente fino a renderla friabile. Aspettate che il pastone si sia poi raffreddato prima di somministrarlo al cavallo."
"Se invece avete un cavallo che e' diventato molto magro, il miglior modo di farlo ingrassare e' di nutrirlo una sera si' e una no, di notte, con un pastone di semi di lino e crusca. Fate bollire a fuoco lento 650 grammi di semi di lino per circa tre ore, finche' i grani diventano completamente molli: fate in modo che quando i semi sono cotti ci sia ancora nella pentola un livello di acqua tale da poterci immergere 900 gr. di crusca. Rimescolate il tutto come se faceste un semplice pastone di crusca. Piu' denso e' l'impasto, piu' il cavallo lo gradira'. Un altro modo di servire i semi di lino e' di fare una gelatina da mescolare, in quantita' di circa 250 grammi, con la normale razione quotidiana. Per far cio' fate cuocere i semi di lino molto lentamente per parecchie ore (rimescolandoli ad intervalli regolari per impedire che si attacchino alla pentola) finche' si forma una specie di gelatina che ha la consistenza dell'amido. Lo stesso risultato si ottiene se lasciate i semi di lino a bagno ventiquattro ore. Togliete l'acqua, conosciuta come the di lino, e mescolate pure con gli altri cibi ordinari perche' e' ricca di sostanze."

domenica 16 marzo 2008

Lievito di birra

Voi date il lievito di birra ai vostri cavalli? Dicono che fa molto bene ai crini! Nelle vitamine che do' a Sinclair e Shannon c'è anche il lievito di birra. In pratica il lievito di birra è "quella sostanza ricavata nelle birrerie dai tini della fermentazione principale del mosto di malto e luppolo , dopo la separazione della birra". Malgrado il suo sapore spiccatamente amaro, il lievito di birra è pero molto gradito ai cavalli! Nei puledri, che debbono svilupparsi rapidamente e armoniosamente, è indicato sia come sorgente protidi che di vitamine. L'azione nel lievito di birra è benefica sia nei riguardi dell'appetito che della conformazione scheletrica, del mantello, del temperamento, della resistenza allo sforzo. In generale si può somministrare il lievito ai cavalli in ragione di 100 grammi per capo al giorno, inumidito con poca acqua, onde evitare la polvere, sgradita al cavallo.

domenica 2 marzo 2008

Coda pulita!

Oggi ho lavato la coda a Sinclair! Ultimamente aveva un colore ben diverso dal naturale bianco...
Per prima cosa mi sono procurata un secchio di acqua calda (non bollente) e ho immerso la coda del pony tenedo il secchio con le mani (senza appoggiarlo per terra). Inseguito l'ho pulita con un sapone naturale biodegradabile (quelli per i cavalli che si vendono nei negozi fanno troppa schiuma secondo me) e ho tolto tutta la sporcizia. Quando era ben insaponata l'ho riemmersa in un altro secchio di acqua calda pulita e, considerando che i crini erano ancora sporchi, ho ripetuto l'operazione di "insaponamento". Alla fine l'ho risciacquata con l'acqua tiepida...e per "strizzarla bebe bene io ho un metodo (ma il cavallo deve essere ben abituato!). Mi sono messa al lato della groppa del pony, ho preso la coda e lo "fatta girare" di 360 gradi (per piu' giri) in aria.In questo modo si asciuga molto in fretta!

martedì 19 febbraio 2008

Asciugare il cavallo dopo il lavoro

Capita a volte, quando si finisce di lavorare con il cavallo, che quest'ultimo sia sudato. Se siamo nella stagione calda questo è un po' meno preoccupante, ma se siamo nella stagione fredda è bene prendere delle precauzioni. Buona regola è quella di far camminare il cavallo durante l'ultima parte del lavoro o nell'ultima mezzora di passeggiata (in inverno questi tempi vanno allungati). Questo aiuta il sudore ad asciugarsi e rallenta gradualmente il respiro e il battito del cavallo. Quando togliamo la sella e vediamo che il sudore non si è asciugato del tutto, frizionare la parte con un asciugamano o con della paglia. Mettere una coperta di pile e fare passeggiare il cavallo finché non sarà completamente asciutto.
Io ad esempio dopo il lavoro spazzolo il cavallo con una spazzola semi-dura(ma non troppo) sulle gambe e dolcemente dove si è posata la sella.
Evitare l'uso dell'alcool!! L'alcool applicato sul corpo caldo del cavallo evapora provocando una dispersione di calore e favorendo la vasodilatazione. Questo significa che i piccoli vasi sanguigni vicino alla superficie della pelle si allargano e richiamano più sangue. Questo sangue caldo arriva dalla parte interna del corpo, va in contatto con la periferia fredda del corpo e di conseguenza si raffredda. Ecco perché l'alcol, a contatto con la pelle, dà una sensazione di freddo. Sia a noi ai cavalli.

martedì 15 gennaio 2008

Aerare anche se fa freddo

Spesso in inverno si e portati a sigillare porte e finestre con l’idea che il cavallo, specie durante la notte, possa soffrire il freddo. Questo comportamento del tutto umano mal si applica alla fisiologia del cavallo. Anzi, a dire il vero, pensando di far bene si finisce con il fare peggio. Le esalazioni delle urine, che fermentano a contatto con la lettiera, finiscono per sprigionare nell’aria percentuali di ammoniaca assai più deleterie per le vie respiratorie del cavallo del rigore del clima invernale, contro il quale e più che attrezzato con il suo mantello. Anche in inverno, quindi, a un ambiente tiepido ma con aria viziata e preferibile qualche grado in meno ma un ricircolo costante. Sono invece da evitare gli spifferi e le fessure che provocano flussi d’aria diretti. Nelle scuderie coperte con i box in linea l’ideale è chiudere le finestre dei singoli box ma lasciare aperta quella del corridoio.

giovedì 3 gennaio 2008

Fuggitivi- che fare?

Come fare in situazioni di fuga del vostro cavallo dal paddock o dalla scuderia?Per prima cosa non appena vi accorgete che il vostro amico non è piu' nel prato/scuderia contattate immediatamente la polizia ... ma anche il vostro veterinario di fiducia: magari nella fuga il cavallo si è ferito saltando la staccionata o quant'altro. In secondo luogo cercate di contattare il numero maggiore di persone che potrebbero essere in grado di aiutarvi ( quindi che sappiano anche come avvicinarsi ad un cavallo ecc.) nelle ricerche;ricordatevi di prendere con voi cavezza e corda ma soprattutto del mangime ( carote , mele , biscotti, granulato...) che faciliterà l'approccio con il cavallo ( nel senso che magari non è piu' disposto a farsi acchiappare).Cercate gli indizi che possano aiutarvi nel trovare il cavallo smarrito: tracce di zoccoli fresche, escrementi...
Avete ritrovato il cavallo ma attenzione ! In uno stato di agitazione il cavallo puo' subito fuggire al galoppo, quindi siate prudenti nelle vostre azioni ( ad esempio non mettetevi a correre verso il cavallo a braccia aperte!Ehehe...): fate gesti calmi e lenti e non provocatelo guardandolo degli occhi ( sguardo abbassato , in tal modo il cavallo , se non vi conosce , inizia a capire che non volete fargli del male e puo' fidarsi di voi).
Se il nostro fuggitivo è in prossimità di una strada cercate di far rallentare le macchine e regolate il traffico, poi chiamate ( se non lo avete ancora fatto ) la polizia e il proprietario (se lo conoscete ) se per caso l'animale non vi appartiene.
Se per caso il cavallo ( o i cavalli!Le fughe di gruppo non sono rare) vi appartiene cercate sempre e comunque dell'aiuto , magari , anche se il cavallo vi conosce a menadito, potrebbe essere molto agitato e difficile da riacchiappare.
Se per caso doveste vedere un posto piu' tranquillo e meno pericoloso , portate li' il cavallo fino all'arrivo dei rinforzi ( ad esempio avete trovato un cavallo che si è perso ma non sapete assolutamente da dove provenga).
Cosa fare se per caso , mentre camminate nel bosco, vi imbattete in un cavallo bardato (quindi con sella e briglia) ma il suo cavalire non c'è( ad esempio in seguito ad una caduta il cavallo è scappato)?Per prima cosa cercate di avvicinarvi ( sempre con gesti calmi ecc) e se riuscite a prenderlo verificate che i finimenti non diano fastidio al cavallo: potete rimettere le redini su collo , rimettere le staffe "su" ( se per caso il cavallo riesce a scappare da voi almeno non si impiglierà con i finimenti in qualche ramo...).Se il cavallo è tranquillo e non scappa di nuovo portatelo ,come detto prima , in un luogo tranquillo e fuori dai pericoli.contattate successivamente la polizia e chi vi puo' aiutare.
Buona Fortuna!

domenica 9 dicembre 2007

Adesivi catarifrangenti

Soprattutto nella stagione invernale, quando e una le giornate sono più corte, può capitare di trovarsi all’imbrunire ancora lontani dalla scuderia(ad esempio quando usciamo in passeggiata). In situazioni di penombra o di cattiva luce, se si percorrono tratti di strada su cui transitano anche le macchine, diventa importante rendersi ben visibili.. Un valido sistema è quello di utilizzare sulle protezioni degli arti del cavallo, sul retro della nostra giacca o sul bordo posteriore della paletta della sella, degli adesivi catarifrangenti, in vendita nei negozi di accessori per motociclisti che possono appiccicare .Pero' ultimamente ho notato che sempre piu' riviste di materiale equestre ha aggiunto tutta una serie di aggessori catarifrangenti (gamasce ,cloches,sottosella,pettorale...)appositamente per cavallo/cavaliere. Anche su questo materiale è applicato un nastro adesivo resistente all’acqua ;diventa visibile solo quando colpito dal fascio luminoso dei fari e mettono gli automobilisti in allerta quando ci hanno individuato.Quindi se per caso vi capitasse di fare un'escursione "in notturna" ricordatevi di munirvi di cararifrangenti,per voi e il vostro amico equino!

domenica 2 dicembre 2007

La cura dello zoccolo

Oggi voglio parlarvi della cura dei piedi ...molti cavalieri sanno del proverbio inglese : "no foot, no horse".Quindi lo zoccolo è una parte importantissima del cavallo e non deve mai essere trascurata.Dei buoni piedi fanno un buon cavallo!
Ma allora quali attenzioni dare? Innanzitutto un controllo generale (ad esempio quando si pulisce il cavallo): valutare la lunghezza dell'unghia e lo stato del ferro e dei chiodi(seil cavallo è ferrato). Poi, quando scivoliamo con le mani lungo la gamba del cavallo per raggiungere lo zoccolo, approfittiamo per sentire se c'è qualche rigonfiamento o una parte particolarmente calda: segnale che c'è qualche problema di salute!Dopo una accurata pulizia col curasnette(il nettapiedi) bisogna controllare che non ci siano ferite da medicare e che tutto sia sano: il fettone ad esempio non deve apparire molle e non deve avere un cattivo odore. Accertarsi che il ferro sia attaccato saldamente oppure, se il cavallo è scalzo, che la l'unghia non si sia rotta, non sia troppo corta o non sia pareggiata bene. Valutare dunque e se è il caso di chiamareil nostro maniscalco di fiducia. Se lo zoccolo appare secco (questo succede sopratutto in estate)lo si può spalmare con il grasso ( spesso a questo è aggiunta la lanolina e olio di fegato di merluzzo) con un pennello ...ma prima di applicarlo è meglio docciare la parte interessata, infatti il grasso ha un'azione imbermeabilizzante e in questo modo si trattiene meglio l'umidità.
Se invece lo zoccolo tende a essere molle è meglio usare il catrame(che ha un'azione "seccante").Altri prodotti invece contengono la biotina per la crescita rapida dell'unghia.
In teoria in cavalli che vivono al pascolo tutto l'anno non hanno bisogno di contini "idratamenti "dell'unghia con il grasso perchè sono sempre a contatto con la terra e quindi con fango, rugiada e quant'altro... (dunque lo zoccolo è idratato naturalmente) .Io ad esempio idrato i piedi solo in estate,quando il terreno e secchissimo (ma se ad esempio ha piovuto allora no!).In inverno invece utlilizzo il catrame se vedo che gli zoccoli iniziano a diventare troppo molli (sopratutto quelli della Shannon!)

sabato 1 dicembre 2007

La cura di bellezza

Che fare se il nostro cavallo al ritorno dal paddock è una statua di fango e palta? Niente paura. Esiste un sistema per toelettarlo al meglio senza necessariamente ricorrere alla doccia. Mettiamolo in box e lasciamo che lo strato di fango che ha raccolto rotolandosi al paddock si asciughi completamente. Se la scuderia ne è attrezzata, mettiamolo, cosi sporco com’è, sotto le lampade a raggi infrarossi. Quando il fango si sarà rappreso, con una brusca, rimuoviamo il grosso dal mantello, spazzolandolo energicamente nel verso del pelo. A questo punto, armiamoci di striglia e riprendiamo la toelettatura dall’inizio. Strigliamolo e rispazzoliamolo energicamente. II fango asciutto, funzionerà come una sorta di shampoo a secco e rimarremo sorpresi da come il pelo riacquisterà tutta la sua naturale lucentezza!Ma la terra secca si è infilata nel pelo e proprio non ne vuole saperne di andare via?In commercio ci sono dei mini-aspirapolvere proprio per i cavalli che tolgono la sporcizia alla radice del pelo...il problema pero' è farli abituare al rumore!Quando pero' il nostro amico si sarà abituato i risultati saranno sbalorditivi dopo una bella "aspiratura"(non so come si dice...)!

giovedì 15 novembre 2007

piccoli consigli- come legare il proprio cavallo?

Come legare il proprio cavallo?Per farlo bisogna prendere alcune precauzioni.
Ad esempio la lunghezza e l'altezza:il cavallo infatti si "attacca" ad un punto fisso(mi raccomando!)situato all'altezza in generale del garrese o piu' in alto di esso.La lunghezza della corda tra il mento del cavallo e il punto d'attacco deve essere invece lunga come l 'incollatura del cavallo in questione.
Ogni buon cavaliere sa che deve guardarsi dall’imitare i cowboy che nei film western legano i cavalli per con le redini ad una staccionata(!). È una cosa che non si deve in nessun caso fare, né attaccare la lunghina direttamente all’imboccatura. Questo perché, quando si lega il cavallo, il rischio più frequente che va messo in conto e che, per qualsiasi motivo, possa spaventarsi e tirare indietro senza alcun preavviso
(qui tire au renard direbbero i francesi). Se ciò dovesse accadere, dobbiamo essere in grado di liberarlo immediatamente, prima che possa strappare la capezza o, peggio, farsi male cadendo indietro. Per fare ciò, dobbiamo ricorrere a un nodo di sicurezza che, nonostante la tensione della lunghina, possa facilmente essere sciolto. Quello illustrato nel disegno e di facile esecuzione e consente, anche con una sola mano, di scioglierlo semplicemente tirando l’estremità libera.

venerdì 26 ottobre 2007

Piccoli consigli-rimedio contro le ragadi

Soprattutto in inverno quando il pelo del cavallo e più lungo, possono formarsi le ragadi nei pastorali. Si tratta di fastidiose dermatiti (infezioni della pelle) causate da cattiva igiene o da piccole abrasioni sfuggite all’attenzione di chi governa il cavallo. Per evitare questo problema, che impedisce al cavallo di camminare agevolmente, e consigliabile non radere il pelo dei pastorali (esso svolge azione protettiva e "convoglia" sudore e sporcizia lontano dall’epidermide) mantenendo il massimo della pulizia. Se il cavallo e particolarmente sensibile nella parte, conviene anche non docciargli gli arti e, se ciò diventa indispensabile, vanno asciugati perfettamente prima di rimetterlo in scuderia. Se invece il cavallo e già affetto dalle ragadi, conviene radergli il pelo dei pastorali, e sistematicamente lavarli con sapone antisettico (stando attenti che lecrosticine gli fanno male). Dopo averli ben asciugati, applicare una crema antisettica ed emolliente che combatta la dermatite può a farla scomparire. Prima del lavoro e opportuno applicare della vaselina che ammorbidisca la cute ed eviti al cavallo di provare fastidio quando piega I’articolazione. La vasellina va pero rimossa dopo il lavoro, perché se vi si e appiccica polvere e quant’altro, insorgerebbero nuovi problemi.