Foto della settimana

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Cavalli portoghesi
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domenica 16 marzo 2008


Lo sapevate che per descrivere le altezze dei pony si utilizzano delle lettere? Ecco come:

Pony A: 100-120 cm al garrese

Pony B: 120-130 cm al garrese

Pony C: 130-140 cm al garrese
Pony D: 140-148 cm al garrese

Quindi, ad esempio, un pony che è alto 127 cm è un pony B, uno alto 138 cm è un C e uno di 145 cm è un D eccetera. Spesso le gare dei pony si dividono proprio per le altezze, quindi ci saranno gare per soli A o per soli B o per soli C o per soli D (questo spesso nel salto, nel dressage puo' capitare qualche volta di avere delle gare gareggiano sia i C sia i D).

Grigio o bianco?

Spesso si sente dire che un cavallo è di colore "bianco"(come ad esempio questo bel lipizzano nella foto qui sotto).


Purtroppo questa affermazione è sbagliata: infatti si indica con "bianco" il cavallo albino, che ha la pelle rosa e gli occhi azzurri. Se un cavallo nasce baio o morello e con il tempo "imbianchisce"(nel senso che con il passare degli anni il suo mantello diventa sempre piu' chiaro) viene chiamato "grigio", perchè ha si crini bianchi ma su pelle nera.

domenica 24 febbraio 2008

Come si misura l'altezza di un cavallo?
I cavalli si misurano al garrese; il l garrese, nei quadrupedi, è il punto più alto del dorso; si trova nella zona di incontro tra collo e scapole.
Quindi se sul passaporto del vostro cavallo c'è scritto: "altezza:164 cm" vuol dire che la distanza tra il suolo e il garrese del vostro amico equino è di 164 cm.
L'altezza, ad esempio, determina anche i pony, infatti, generalmente, i pony sono inferiori ai 148 cm.
Attenzine, il garrese è una parte molto delicata (cosi come la schiena): nei cavalli e in genere negli animali che portano la sella, il garrese è a rischio di lesioni suppurative necrotiche dovute al mal posizionamento della sella stessa (in tal caso si parla di guidaleschi) o alla presenza di batteri.

mercoledì 30 gennaio 2008

Cos'è la ferratura?

La ferratura è l'applicazione del ferro allo zoccolo del cavallo.Le esigenze che la ferratura deve soddisfare sono diverse a seconda delle condizioni, della forma del piede e dello scopo che si prefigge.
Si possono distinguere principalmente 3 tipi di ferratura:- Normali, relativa all'applicazione del ferro a piedi privi di difetti e malattie.- Correttive, relative a zoccoli difettosi che si intende correggere.Sono quelle in cui il particolare pareggio e la particolare foggia del ferro intervengono a correggere un particolare atteggiamento dell'arto del cavallo come potrebbe essere un difetto d'appiombo (es. mancinismo, piedi cagnoli, etc.). - Patologiche, che ha lo scopo di guarire e proteggere un piede malato.Sono tutte quelle in cui la particolare ferratura richiesta è necessaria a scopo terapeutico, cioè per risolvere o attenuare le conseguenze di uno stato patologico di cui è preda l'arto del cavallo.
Le regole principali per mantenere in buono stato la salute dei piedi del nostro cavallo e che possono garantire la giusta durata della ferratura sono poche, elementari e ci costano pochi minuti:- controllare frequentemente i piedi del cavallo;- controllare sempre che non ci siano sassi o altri corpi estranei incastrati tra ramo del ferro e fettone prima e dopo il lavoro;- pulire a fondo e con cura tutta la suola e le lacune del fettone che altrimenti possono andare incontro a marcimento;- non aspettare che il cavallo si sferri da solo per chiamare il maniscalco;- rispettare gli intervalli tra le ferrature; - l'unghia del cavallo trattiene l'umidità ma risente anche delle situazioni di estrema
secchezza, quindi se necessario ricorrere a specifici prodotti capaci di aumentare l'impermeabilità della parete; - curare al massimo l'igiene della lettiera e/o dell'ambiente in cui il cavallo trascorre la maggiore parte del tempo;
Un cavallo a cui vengono regolarmente puliti gli zoccoli, che viene ferrato regolarmente e che dispone di una lettiera rinnovata quotidianamente, difficilmente avrà problemi di marcimento del fettone o setole per l'eccessiva secchezza della muraglia. Quelle appena esposte sono regole banali ma dimenticate molto più frequentemente di quanto si possa immaginare.

mercoledì 16 gennaio 2008

La testa e le varie "macchie"

La testa del cavallo può essere di colore uniforme; spesso pero' si notano dei cavalli con delle particolai "macchie" ( delle chiazze bianche ) che possono essere classificabili, ad esempio abbiamo:
-La stella è una piccola macchia bianca a forma di rombo e ben definita.
-Il fiore è una piccola macchia bianca non ben definita.
-La lista è una lunga striscia bianca e stretta che, solitamente, parte dal ciuffo e arriva al naso ma può essere anche interrotta e, in questo caso, prende il nome di lista interrotta, oppure larga che prende il nome di Stella prolungata
-Taglio, liscio o bevente è una macchia bianca sul naso chiamata anche infarinatura se comprende tutto il naso. Essa è tipica dei cavalli islandesi.
-La mascherina o bella faccia è una macchia bianca che comprende tutto il muso e, spesso, uno o entrambi gli occhi che diventano azzurri.


La testa e il corpo del cavallo possono presentare anche dei remolini ovvero dei punti in cui il pelo cambia direzione e possono essere classificabili in:
-Remolino semplice che si dirama intorno ad un punto centrale e sembra un piccolo vortice;
-Remolino spigato è una linea centrale che separa un tratto di peli indirizzato verso l'alto e un tratto verso il basso;
-Remolino sinuoso è un remolino la cui linea di separazione non è dritta ma a S mandando un ciuffo verso l'alto.

L'occhio, talvolta, può essere circondato da una sclera bianca e viene chiamato, in questo caso, "occhio umano". E' tipico della razza americana appaloosa.

giovedì 10 gennaio 2008

Cenni di anatomia...

II corpo del cavallo si divide anatomicamente in 4 parti principali che sono
1) testa: dalla punta del naso all'attaccatura con il collo;
2) collo: dall'attaccatura con la testa al garrese escluso;
3) tronco: ha come limite anteriore il petto, posteriore la natica, superiore la colonna vertebrale e inferiore lo sterno e i muscoli addominali;
4) arti: presi due a due formano sei bipedi: anteriore, posteriore, laterale destro e sinistro, obliquo destro e sinistro (il bipede obliquo prende il nome dall'arto anteriore).

La testa deve essere ben proporzionata al resto del corpo e ben attaccata al collo formando con esso un angolo di circa 90°. Un angolo maggiore di 90° da luogo alla cosiddetta testa al vento mentre un angolo di attacco minore di 90° dà l'aspetto di testa incappucciata.Il collo, anch'esso ben equilibrato col resto del corpo, deve essere ben muscolato, con i gruppi muscolari superiori più sviluppati degli inferiori. Il collo (o incollatura) funge da bilanciere durante il movimento, mantenendo il baricentro pressoché invariato. Per questo é importante che non ci siano difetti di curvatura dell'asse del collo come il cosiddetto "collo di cigno" con accentuazione della curvatura verso il basso, o come il "collo di cervo" esageratamente curvato verso l'alto. In alcune razze il primo aspetto é considerato un pregio (purosangue arabo).Il tronco si suddivide in regioni anatomiche le principali delle quali sono la reg. del garrese, la reg. dorsale, la reg. lombare, la reg. sacrale o groppa, la regione toracica e la reg. addominale. Un tronco ben conformato dovrebbe essere compreso in un quadrato, deve presentare un torace ampio e profondo, per una migliore capacità respiratoria, deve avere una linea dorsale rettilinea senza curvature verso l'alto (cifosi) o verso il basso (lordosi). Il tronco é legato agli arti anteriori per mezzo del cinto toracico e ai posteriori tramite il cinto pelvico. Il primo è costituito da strutture (scapole, costole, sterno e vertebre toraciche) che sono tenute insieme solo da muscoli i quali formano una sorta di amaca sulla quale é adagiato il tronco. Il secondo é formato dalle vertebre sacrali e dalle ossa dei bacino che sono collegate agli ari posteriori per mezzo delle articolazione dell'anca.La conformazione della spalla e della groppa sono molto importanti nella valutazione morfofunzionale di un cavallo; una spalla dritta é associata con andature più rilevate come nei cavalli da tiro, mentre una spalla obliqua dà andature più radenti e veloci (purosangue inglese). L'angolatura della groppa assume la stessa importanza nella fase propulsiva.Gli arti del cavallo hanno la particolarità di possedere un solo dito ciascuno, il terzo, su cui poggia l'intera massa corporea; residui delle altre dita sono ancora riconoscibili in alcune strutture presenti nell'arto: abbiamo così la castagna (primo dito), i due ditini (secondo e quarto) e la barbetta (quinto). La valutazione morfologica degli arti viene effettuata mediante l'osservazione delle linee di appiombo o appiombi, linee verticali immaginarie perpendicolari al terreno, che dividono esattamente a metà l'arto. Si considerano per gli arti anteriori un appiombo frontale ed uno laterale e per i posteriori uno caudale e uno laterale. Gli arti sono le strutture anatomiche che provvedono alla stazione e alla propulsione dell'animale; in particolare gli arti anteriori sopportano circa il 65% della massa corporea mentre il treno posteriore da' la propulsione; ciò comporta che :
1. gli arti anteriori sorreggono ciascuno un peso di circa 160 Kg e questo spiega in parte la maggiore incidenza di patologie a carico del treno anteriore.
2. gli arti si dividono in regioni anatomiche alcune delle quali comuni ad anteriori e posteriori; le regioni proprie sono per gli anteriori la spalla, il braccio, il gomito, l'avambraccio, il carpo o ginocchio anteriore e per i posteriori la coscia, il ginocchio o grassella, la gamba, il tarso o garretto; le regioni comuni ai due treni sono lo stinco, il nodello, la pastoia, la corona e lo zoccolo.

Lo zoccolo, scatola cornea molto resistente, contiene la terza falange del dito che è legata ad esso grazie al cosiddetto apparecchio podofilloso, costituito da lamine che si intersecano con una serie di altre lamine provenienti dallo zoccolo (apparecchio cherafilloso) formando un vero e proprio ingranaggio...

mercoledì 2 gennaio 2008

Il menu dei "nonni"

La speranza di vita per un cavallo si aggira,in generale,verso i 25-30 anni, anche se alcune razze, come ad esempio i pony ,sono piu' longeve di altre ( ad esempio rispetto a quelle da sport).Molti segni fisici sono associati alla vecchiaia: perdita di peso e tono muscolare,"insellamento " del dorso, difficoltà nella masticazione, comparsa di peli bianchi ...
Con l'età il cavallo perde la capacità di digerire correttamente le proteine e il fosforo;il metabolismo è molto lento.Quindi il "menu" per i cavalli anziani deve essere scelto con cura: ad esempio se il vecchio cavallo arriva a non riuscire piu' a masticare bene o peggio a non riuscire a masticare del tutto, bisognerà alimentarlo con un prodotto molto acquoso ( in pratica una "zuppa"che contiene tutto cio' che gli serve a livello alimentare) che gli verrà amministrata dalle 4 alle 6 volte al giorno. Se al contrario soffre di insufficenza renale bisogna evitare le leguminose ( ad esempio la soya) privilegiando al contrario il fieno ( che deve essere a "volontà") il mais ,l'orzo, l'avena. Se il cavallo non ha particolari problemi di masticazione ( nel senso che arriva comunque a consumare il granulato) si puo' aggiungere al pasto anche dell'olio da tavola, del calcio, delle vitamine liposolubili ( A, D3, E) e del lievito ( che apporta le vitamine del gruppo B).
Ecco la formula classica di una razione giornaliera di un vecchio cavallo :
-fieno (50-75%)
-alimento complementare di foraggio (10-15%) o metà foraggio e metà cereali ( sempre 10-15%)
-cereali in fiocchi ( meno del 50%)
... la composizione globale deve essere quindi:
-proteine : 12-14%
-fosforo: 0,3-0,5%
-calcio:0,5-0,9%
-cellulosa greggia:>20%
Quindi un cavallo anziano deve essere trattato con molta attenzione, deve avere a sua disposizione sempre dell'acqua fresca e e una razione alimentare adatta ai suoi cambiamenti di stato.

lunedì 31 dicembre 2007

Un po' di storia: l'addestramento

I primi cavalli furono addomesticati dagli indoeuropei intorno al 2000 a.C. e introdotti in Egitto approssimativamente 300 anni dopo, dagli hyksos della Siria nordorientale. Questi primi cavalli si possono considerare i progenitori delle razze arabe.Gli antenati dei moderni cavalli da tiro, di costituzione più massiccia, più lenti ma più potenti dei cavalli arabi, furono invece addomesticati più tardi, in Europa. Alcuni autori sostengono anche l'esistenza di un terzo ceppo ancestrale, originario delle Isole Britanniche, quale prototipo delle razze di pony.

In gran parte del territorio europeo, dai primi secoli dell'era cristiana fino a circa il XVII secolo, i cavalli furono utilizzati per usi militari e come animali da soma. Nello stesso periodo, nel mondo arabo furono selezionate razze più piccole di veloci galoppatori, che furono introdotte nell'VIII secolo in Spagna. I cavalli spagnoli, divenuti celebri per le loro doti di velocità e resistenza, furono importati in Inghilterra e nel resto d'Europa a partire dal XII secolo. Tentativi sistematici di migliorare le razze equine attraverso incroci ragionati non ebbero luogo, tuttavia, prima della fine del XVII secolo, quando gli stalloni arabi vennero importati in Inghilterra e in Francia per essere incrociati con giumente native.
I primi cavalli domestici introdotti nelle Americhe furono del tipo arabo, portati dai conquistatori spagnoli nel XVI secolo. Si pensa che sia Hernán Cortés, il conquistatore del Messico, sia Hernando de Soto, lo scopritore spagnolo del fiume Mississippi, abbiano perso o abbandonato alcuni dei loro cavalli, e che questi possano essersi inselvatichiti, distribuendosi nelle praterie del Nord America. I cavalli abbandonati dagli spagnoli tornarono allo stato brado anche nelle pampas sudamericane, intorno al Rio de la Plata.

giovedì 20 dicembre 2007

Come protegere i nostri amici

Ci sono cavalli, in particolare i Purosangue e quei soggetti dalla cute assai sottile, che presentano spesso anche un mantello molto delicato. Questo tende generalmente a spelarsi al minimo contatto con i finimenti, specie in presenza di sudore durante il lavoro quotidiano. Questo puo'capitare soprattutto durante il periodo estivo :alcuni soggetti si spelano sul collo, causa lo sfregamento delle redini, con effetti fortemente antiestetici, oltre che fastidiosi, in una parte molto visibile; oppure nella zona del sottopancia, dove si formano le fastidiose "fiacche";altri ancora si spelano molto facilmente nella zona del garrese (spesso succede se la sella è stata posizionata in modo sbagliato).Per evitare cio' basta ricoprire la parte interessata dei finimenti(redini, sottopancia, parti della briglia) con del pelo che puo' essere naturale, di migliore qualità ma molto costoso ,oppure in fibra sintetica meno costosa ( e piu' facilmente lavabile) ma di minor qualità.Il cavallo dalla cute sensibile in questo modo non si di "spella" e lavora anche piu' serenamente...in commercio si trovano tutti i colori, dal naturale al celeste, dal bordeaux al nero.
Nella foto in alto un ammortizzatore in pelo.Io lo utilizzo ad esempio per i miei cavalli (soprattutto per Sinclair che ha una schiena sensibile)per ammortizzare il mio peso e "riempire"gli eventuali vuoti che si formano tra la schiena e la sella.Se invece volete metter il pelo direttamente a contatto con la pelle del cavallo (quindi evitare fiaccature) ci si "arma" di questo tipo di pelo:
...va quindi posizionato prima il pelo, poi il sottosella e infine la sella.

sabato 24 novembre 2007

Il governo del cavallo

Con il termine "governo" si indicano tutte le operazioni quotidiane grazie alle quali il cavallo viene tenuto pulito ed in forma.
Col governo infatti si provvede a salvaguardare il cavallo secondo le regole dell'igiene(ad esempio dai parassiti) e, al tempo stesso, a praticargli una forma di massaggio, che secondo gli esperti, vale quanto un buon pasto!I cavalli quindi adorano essere spazzolati!
Il governo del cavallo si fa prima del lavoro, in modo da rimuovere la sporcizia che a contatto con i finimenti(sella e quant'altro) potrebbe causare delle dolorose fiaccature.Dopo il lavoro quando ad esempio il cavallo è sudato, evitare di cospargerlo d'alcool per asciugare prima, come molti usano: si provoca in questa maniera un repentino raffreddamento che può portare ad uno shoc termico. Inoltre l'alcool asciuga in modo eccessivo la pelle, sgrassandola e quindi rimuovendo quella pellicola protettiva di grasso che i cavalli hanno per proteggere la loro cute.
Con le operazioni di grooming quindi si toglie dal corpo del cavallo la sporcizia, si facilita l'eliminazione delle scorie della pelle rendendola morbida e se ne agevola la traspirazione e la circolazione tramite l'azione di massaggio esercitata da striglia e brusca rendendo lucente il pelo. Le operazioni di grooming preservano il cavallo da un grande numero di malattie sia interne che esterne perchè danno la possibilità di ispezionare il corpo dell'animale in modo accurato(ad esempio se ha delle ferite).
Gli attrezzi generali per il governo del nostro amico a quattro zoccoli sono: BRUSCA, STRIGLIA, BRUSCONE, PETTINE, NETTAPIEDI, COLTELLO DA SUDORE.La striglia serve per separare i peli appiccicati dal sudore e per asportare la sporcizia che si è accumulata tra la cute e i peli. Ve ne sono diversi modelli, in metallo e in plastica e si usa con movimenti circolari sul corpo del cavallo partendo dalla spalla e andando giù verso la groppa. E' bene evitare le parti delicate, i crini, la spina dorsale, le sporgenze ossee e le gambe al di sotto del garretto e del ginocchio e pure la testa. La striglia deve essere adoperata con delicatezza e riguardo perchè può infastidire il cavallo.
La brusca è una spazzola grande e forte di crini o di setole di cinghiale. Serve per togliere dalla superficie del corpo la polvere, residui di trucioli e le altre sostanze che sono state smosse dall'azione della striglia.Va usata nel senso del pelo per rimuovere la sporcizia sollevata dalla striglia. La brusca reca bebessere al cavallo perché esercita un piacevole massaggio e rimuove la pelle morta aderente alla pelle lisciando il pelo.
Il bruscone è una brusca con setole lunghe e forti. Si utilizza generalmente in sostituzione della striglia quando i cavalli hanno il pelo lungo, folto e ruvido oppure quando hanno una pelle molto sensibile e sono infastiditi dall'azione della striglia.
Il pettine si adopera invece per riordinare la criniera e la coda ma va maneggiato con riguardo per non strappare i crini. Si pettinano i crini del ciuffo, del collo e della coda solo usando molti riguardi e prendendoli a piccoli ciuffi, dopo averli ammorbiditi con appositi prodotti districanti.
Il nettapiedi è un'arnese ricurvo con la punta smussata che serve per togliere lo sporco e il fango accumulato sotto il piede, tra la suola e il ferro. Alzando ciascun piede si toglie la sporcizia depositata e si controlla che non vi sia materiale duro incastrato tra il ferro e lo zoccolo.
Il coltello da sudore (chiamato anche stecca o raschiatoio)E' una lama di metallo molto flessibile ma non tagliente con due manici alle estremità. Serve per asportare il sudore dal pelo rendendo più veloce l'asciugatura della pelle.
Tutto questo materiale lo si ripone in generale in una cassetta,in modo da avere tutto in ordine ma
soprattutto per evitare di perdere tutti questi "arnesi" in giro per la scuderia!

giovedì 22 novembre 2007

Il cavallo e l'alimentazione

Ma cosa mangia il nostro amico?Nutrendosi esclusivamente di alimenti di origine vegetale definiamo il cavallo un erbivoro.Egli riesce, allo stato brado a selezionare le graminacee grazie alla presenza di lunghi peli tattili localizzati sul labbro superiore e sotto il mento. Un cavallo al pascolo passerà gran parte del suo tempo mangiando .L'erba gli fornirà una buona quota di fibra gezza , acqua e vitamine che gli consentono ,visto che non lavora, di vivere e star bene.
Il cavallo allevato in stalla ,invece, ed in particolare quello sottoposto a lavoro avrà bisogno di una dieta che gli fornisca oltre l'energia di mantenimento, anche l'energia supplementare utilizzata con il lavoro svolto.Una dieta equilibrata dovrà apportare all'organismo dell'animale mediamente : carboidrati 30-35% , lipidi 2-5%, proteine 12-14% e fibre 50%. I carboidrati e le proteine sono le fonti caloriche , le fibre, invece , sono le fonti indispensabili ai processi digestivi favorendo anche l'assorbimento delle sostanze energetiche.Nell'alimentazione del cavallo distinguiamo gli alimenti concentrati ( granaglie ), più ricchi in principi nutritivi; ed alimenti voluminosi ( fieno ),più ricchi di fibra. Tra gli alimenti concentrati al primo posto c'e l'avena.L' avena è una graminacea simile al grano e un cavallo di taglia media del peso di 4-5-quintali ha bisogno giornalmente di circa 4-5 Kg di avena da dividersi in due somministrazioni(questo generalmente se sta chiuso nel box). Bisogna tener presente che parliamo di cavalli che svolgono attività sportiva e che il loro fabbisogno varia a secondo del tipo di allenamento. Un cavallo da corsa che si allena tutti i giorni ne consumerà anche 6-7Kg !.L'avena inoltre contiene una elevata percentuale di carboidrati e anche una buona quota di proteine al 14% e di lipidi al 3-4% .Inoltre le glumette (semi dell'avena) contengono una sostanza, l'avenina, che stimola il sistema neuromuscolare(in pratica è un eccitante), per cui quando il cavallo è a riposo ,per evitare sovraeccitazioni ,è bene diminuire il razionamento.Poi abbiamo l'orzo : triturato o in fiocchi è un alimento molto rinfrescante e appetibile e dal punto di vista nutritivo si avvicina molto all'avena.Spesso d'inverno si usa fare dei veri e propri pastoni a base di orzo che viene fatto bollire fino a che si gonfia e poi si mescola generalmente a crusca e melassa . Anche i semi di lino vengono utilizzati periodicamente come pastoni per il loro contenuto di vitamina E ed A .Un altro alimento è il mais : in fiocchi viene utilizzato con moderazione poichè ricco di carboidrati e povero di fibre.Oppure la crusca : deriva dal residuo della macinazione del grano . E' molto ricca di fibra , carboidrati , proteine e soprattutto sali minerali e vitamine del gruppo B. Un pò di crusca mescolata agli altri alimenti e un pò inumidita induce il cavallo a masticare più lentamente e a digerire meglio.Ma ci sono anche le carote : La carota è ricca di alfa e beta carotene ( precursore della vitamina A ) Utilissima per il mantelli e gli zoccoli, è tra l'altro noto che i cavalli ne vanno ghiotti! E' bene non far mai mancare nella scuderia una cassetta di carote!!Il cavallo gradisce molto anche la frutta ,soprattutto le mele l'anguria , ma c'è qualcuno che più di altri preferisce il mandarino(la Shannon poi mangia anche le banane)!!

Sono in commercio quindi una serie di mangimi pellettati o compressi .Il vantaggio e che se ben bilanciati , possono sostituire ogni altro alimento. Ma attenzione alle coliche, il cavallo è 'animale più soggetto alle coliche per la lunghezza del suo intestino ed un' alimentazione fatta quasi esclusivamente di concentrati non è certo la migliore .La fibra grezza è indispensabile nel mantenimento della peristalsi intestinale; l'alimento voluminoso per eccellenza è il fieno ed è un alimento insostituibile nella dieta di un cavallo . Il fieno può essere di graminacee , di prato di trifoglio, di erba medica . In genere viene preferito quello di graminacee . Deve essere controllato con cura , gli steli devono essere lunghi ; non vi devono essere erbe infestanti ; non deve essere troppo secco ; deve essere tagliato prima della fioritura . Tutto ciò è importante per la buona qualità del fieno . Per controllare la qualità del fieno bisogna fare attenzione al colore, che deve essere verde ; alla percentuale di foglie rispetto agli steli ; all'odore che deve essere fresco e pulito.Il cavallo ingerisce circa 0,5 Kg di fieno ogni 100Kg di peso corporeo !!! Gli stress il dispendio energetico aumentano i fabbisogni di vitamine B , C , E l' erba fresca , l'erba medica e le piante foraggee contengono livelli da moderati a elevati di vitamine A- D- E ed i lieviti di birra , sono una buona fonte di vitamina B . Esistono sul mercato una grande quantità di integratori vitaminici e minerali ma attenzione al dosaggio , livelli troppo elevati di vitamina A e vit.D possono essere tossici.Io ad esempio do a Shannon 40ml di vitamine e a Sinclair 30ml...pero' a loro non piacciono proprio!
Ma quanto beve un cavallo??Dai 15 ai 20 litri di acqua al giorno , fino ai 30 - 40 litri in cavalli in lavoro .Il cavallo , a differenza del cane e del gatto , suda ed attraverso il sudore perde acqua ed elettroliti , è buona norma lasciare dell'acqua a disposizione durante tutto l'arco della giornata facendo attenzione che sia pulita .Molte scuderie sono provviste di abbeveratoi automatici che erogano acqua ogni qualvolta il cavallo vi poggia il muso ,altre invece hanno abbeveratoi tradizionali , in pietra che andrebbero svuotati e puliti tutti i giorni.E' giusto che il cavallo gestisca da solo il suo abbeveraggio . Per un cavallo che ha lavorato però è buona regola non somministrare acqua troppo fredda ,e disporre una pietra di sale nel box per integrare la perdita di sodio .Se il vostro cavallo lecca i muri sicuramente è perchè cerca di "introdurre" sali minerali nel corpo,quindi significa che ne ha bisogno in quel momento.Quindi...
Amare gli animali significa rispettarli a partire dall' alimentazione!

martedì 13 novembre 2007

Comportamento:mutual grooming

Tra i cavalli, proprio come negli umani, si possono istaurare dei forti rapporti di amicizia. Dunque i cavalli possono avere degli atteggiamenti “amichevoli” che tendono a mantenere forte il legame tra due o piu’ soggetti.
Il legame si riflette su molte attività giornaliere. Gli amici si seguono reciprocamente negli spostamenti, stanno vicini durante il pascolo e praticano il cosiddetto mutual grooming: in pratica i due cavalli si mettono di fianco in posizione testa-coda e si grattano reciprocamente con i denti incisivi in modo ritmico (circa due volte al secondo) per piu’ di tre minuti, le aree preferite sono il garrese, il collo, le spalle e le zone laterali del torace. Gli amici inoltre bevono e mangiano insieme, e cacciano gli altri cavalli se cercano di invadere i loro spazi o di interferire nella loro amicizia!

domenica 11 novembre 2007

il tatto del cavallo

Oggi voglio parlarvi del tatto dei cavalli che è molto delicato.
La pelle del cavallo infatti è sensibilissima, tanto che percepisce anche il più lieve contatto estraneo e reagisce con un caratteristico tremolio. Questa tipica reazione sarà notata molte volte quando una mosca si posa sulla pelle di un cavallo, anche se non lo punge.La maggiore sensibilità del tatto però risiede nel labbro superiore e nel piede. Nel labbro superiore sporgono peli lunghi e rigidi, connessi a terminazioni nervose, grazie ai quali anche nella più assoluta oscurità l'animale può avvertire presenze estranee.Il piede del cavallo, sebbene ricoperto da uno zoccolo corneo spesso e resistente, è dotato di una acutissima sensibilità. Grazie a questa sensibilità il cavallo riconosce la natura del terreno che percorre e sa mantenere l'equilibrio in qualsiasi condizione. Si dice che i cavalli ciechi vedono con i piedi e lo si può affermare con ragione se si pensa ai cavalli ciechi che in passato prestavano la loro opera nelle miniere e soggiornavano permanentemente nel sottosuolo.
Interessante no?

domenica 4 novembre 2007

Il mash

Da secoli il mash (o "pastone") rappresenta il complemento ideale all'usuale foraggio per cavalli: dopo un duro lavoro, nel periodo della convalescenza oppure per evitare attacchi di coliche. Secondo tradizione,il mash viene preparato tramite la cottura di semi di lino mescolati a caldo con crusca di frumento e sale di Glauber. Si forma cosi un pastone gustoso che stimola l'appetito, favorisce la digestione e purifica il tratto digestivo (ad es. in giorni di riposo), migliorando così il metabolismo. Io do' una volta alla settimana il mash (di solito di domenica) a Shannon e Sinclair...ma solo nel periodo freddo!Questa mattina dunque ho dato il primo mash ai miei cavalli!
Anche oggi il mash occupa un posto di grande rilievo nel piano nutrizionale dei cavalli, che lo assumono sempre volentieri sia sotto forma di poltiglia sia come bevanda a base di crusca. I cavalli in generale adorano il mash e dimostrano di apprezzarlo anche se viene somministrato come primo pasto dopo un lungo periodo di malattia, in caso di mancanza di appetito o se soffrono a causa di problemi di masticazione. Il mash inoltre favorisce il recupero dopo una gara impegnativa, tentativi di fecondazione e la nascita di un puledro. In particolare si consiglia di offrire il mash anche a cavalli più anziani o nervosi, in caso di problemi digestivi o di perdita del crine e se se è necessaria una variazione del nutrimento.
Ad esempio l'estate scorsa Shannon si è fatta una brutta ferita (non aperta ma aveva una specie di "bernoccolo sul naso").Il veterinario ci ha dato una medicina speciale ...ma dato che era molto cattiva di gusto gliel'abbiamo data assieme al mash per una settimana.Shannon era contentissima!Ehehe...

mercoledì 24 ottobre 2007

La collera e la gioia

Come esprime la collera il cavallo?
Dovete sapere che l’animale espime la sua rabbia in modo molto violento: mai avvicinarsi ad un cavallo che stà provando questa sensazione!Infatti gli equini reagiscono alla collera “attaccando”cio che l’ha provocata dunque utilizzando morsi e scalciate .
In particolare questo è ben visibile osservando la testa dell’animale:è rivolta in avanti , le orecchie sono “appiattite”,le narici sono dilatate verso l’alto (“serrate”), l’occhio è molto aperto ,la bocca è aperta e le labbra che lasciano scoperti i denti.Duque il cavallo attacca perchè si sente sicuro della sua forza e quindi esprime la sua dominanza su un altro suo simile anche in questo modo.Al contrario : il cavallo esprime la sua contentezza lasciandosi andare completamente, saltando , correndo e dimenandosi allegramente.Questo comportamento è ben visibile quando l’animale viene lasciato in libertà , soprattutto dopo essere stato a lungo fermo.
Anche in questa situazione l’equino si mostra molto agitato ( la coda e portata alta* )e non è in grado si controllare i suoi slanci : la gioia è infatti un ‘espressione di sfogo e di gioco con gli altri cavalli.
In questo caso la testa del cavallo presentera occhi luminosi
,orecchie ben dritte e narici dilatate .


domenica 14 ottobre 2007

I denti dei cavalli

Oggi voglio parlarvi dei denti denti dei cavalli.Sapete di certo il proverbio
" a caval donato non si guarda in bocca"perchè un fattore per determinare l'età dei cavalli è proprio l'analisi dei denti(i cavalli hanno una dentatura completa al 5 anno di età)

Fra maschi e femmine ci sono delle differenze:i maschi infatti hanno dei denti "in piu'" ( gli scaglioni che sono 4 )rispetto alla femmina.Dunque i maschi (adulti)ne hanno 40 mentre le giumente 36.

Nei maschi allora troviamo :12 molari, 12 premolari, 4 scaglioni, 12 incisivi che a loro volta si distinguono in: 2 picozzi, 2 mediani e 2 cantoni (o laterali). Gli spazi tra gli incisivi e i premolari sono detti barre.
Dopo la nascita si ha l'eruzione dei denti da latte che verranno via via sostituiti dai permanenti, ed al quinto anno di età si dice che il cavallo ha la "bocca fatta". Con la masticazione si ha un continuo consumo della tavola dentaria, che però viene compensato da una costante crescita del dente. Quindi è possibile stabilire con discreta esattezza l'età del cavallo in base alla forma della tavola dentaria degli incisivi inferiori.Se il cavallo non mangia si deve guardare anche i denti che magari vanno limati!Un controllino (dal vaterinario)all'anno è da fare se non vogliamo avere dei problemi in futuro.

lunedì 8 ottobre 2007

Il mantello daino (dun)

Oggi vi voglio parlare di un mantello(colore del pelo)particolare che possono avere i cavalli:il daino.

ll mantello del cavallo daino (dun) può essere giallino, dorato ma anche di un ramato spento.
Il cavallo dun avrà sempre una striscia scura sul dorso e qualche volta dei punti neri, in questo caso, è importante distinguere tra il dun e il buckskin(isabella).

Nel buckskin invece il mantello del cavallo è simile,di colore,a quello del cervo, gialliccio o dorato.
Coda, criniera e la parte inferiore delle zampe sono neri.
Il cavallo isabella non ha striscia dorsale!
ll dun dunque è più scuro di quello buckskin, e di conseguenza appare più opaco.
Cavallo isabella



Cavallo dun

giovedì 20 settembre 2007

Ma come vedono i cavalli?

Spesso noi umani ci chiediamo come vedono gli altri animali; i cavalli ad esempio hanno una capacità visiva molto differente da noi!

Ad esempio spesso molti proprietari si avvicinano al proprio amico a quattro zoccoli dal davanti pensando che cosi magari il cavllo ci noti meglio... purtroppo lui gli occhi li ha posti lateralmente!
La vista per il cavallo rappresenta uno dei sensi più importanti. Gli occhi sono grandi, pensate che sono di volume doppio rispetto a quelli dell'elefante! Sono occhi che vedono molto bene sia di notte sia di giorno.Come detto prima il cavallo ha gli occhi posti ai lati della testa e quindi hanno una visuale di 350 gradi; le pupille hanno un campo panoramico molto grande e la sua vista è monoculare: il cavallo con un solo occhio può tranquillamente vedere cosa gli passa accanto, senza muovere la testa!Utilizza invece la vista binoculare solo nel caso in cui è costretto a guardare davanti a se. La vista monoculare permette una visuale più ampia, però purtroppo appiattisce le cose e non dà la giusta profondità, per questo il cavallo non sa calcolare la vicinanza di un oggetto, se poi è costretto ad usare la binoculare che ha inferiore alla nostra, questa gli crea dei punti visivi morti sia davanti a lui sia dietro:per questomotivo è molto importante non avvicinarsi da queste angolature, una carezza o un movimento improvviso possono spaventarlo enormemente fino a farlo fuggire, e fuggendo può non vedere dove sta andando!


Il cavallo puo' distinguere diversi colori come; il verde, il rosso, il giallo, o l'arancione...

Davvero un'animale fantastico!


lunedì 17 settembre 2007

Comprendere i cavalli

I comportamento dei cavalli puo' qualche volta creare dello perplessità:questi animali potenti sono dei grandi paurosi ... e sta a noi cercare di rassicurarli!Meglio li si comprende,meglio riusciremo a a comunicare con loro.
In libertà i cavalli sono delle prede e devono la loro salvezza allo spiccato senso di fuga che li caratterizza.Al minimo rumore sospetto partono velocissimi al galoppo!I cavalli si possono quindi mostrare inquieti,fare degli scarti di lato o precipitarsi in avanti quando la paura li assale.In questo caso bisogna rassicurarli con parole dolci piuttosto che con la violenza.Per migliorare la propria sicurezza personale i cavalli selvaggi vivono in un gruppo dove vivono delle gerarchie ben precise.E' naturale dunque per un equino ricercare la compagnia dei suoi simili e spesso puo' capitare che diventino molto ostinati se sono costretti a lasciare il proprio branco.L'uomo puo' dunque utilizzare questo innato istinto gregario:dovrà essere una guida per il suo cavallo,una guida che lo rassicura ... un cavallo che si fida dell'uomo e automaticamente lo rispetta lo vede come la sua guida,il suo capo e dunque sarà disposto a fare cio' che l'uomo indica a lui e di conseguenza a formare un legame di profonda amicizia con il suo padrone.
(continua...)

martedì 11 settembre 2007

Comportamento:il nitrito

Che cos'è il nitrito?
Il cavallo utilizza,per comunicare,dei segnali sonori(ma non solo quelli!)ad esempio per attirare l’attenzione,lamentarsi,esprimere paura o chiamare un altro equino.La voce è prodotta dalla laringe e dai polmoni:come succede a noi anche nei cavalli il suono cambia a seconda del modo in cui l’aria passa attraverso il primo di questi organi,formato da un’insieme di cartilagini e sede in cui il suono stesso si produce.Le sue pareti racchiudono la glottide,dove si trovano le corde vocali.I suoni qui generati comprendono il nitrito a bocca aperta,quello a bocca chiusa(detto borbottio) e il grido.
Non provengono dalla laringe invece il soffiare e la sbuffata.

Oggi mi soffermero' sul nitrito.Il nitrito è un suono forte e talvolta prolungato,usato per salutare,per chiamare e anche per informare i propri simili su qualcosa che sta succedendo.Nitriscono soprattutto gli stalloni i quali,con gli ormoni integri e i sensi all’erta,si fanno sentire a pieni polmoni per esprimere la loro superiorità e richiamare le femmine ,o per salutare al loro ritorno dopo essere stati allontanati per qualche tempo.Inoltre se il cavallo è tenuto troppo in cattività senza che abbia la possibilità di avere contatti con altri cavalli puo’ accadere che “perda” lo stimolo a nitrire.Puo’ succedere pero’ che ,se l’animale è gioioso e ben accudito,questo nitrisca alla vista dell’amico umano a scopo di richiamo.